Gli esseri umani (come molte altre specie animali) hanno una sistema visivo binoculare, ovvero governato dai 2 occhi. Per capire come funziona possiamo effettuare dei piccoli test:
Provate a guardare degli oggetti presenti nella nostra stanza (magari quelli più lontani dal vostro punto di osservazione). Immediatamente e senza alcuna difficoltà riuscirete a percepire quali sono i più vicini e quali i più lontani rispetto a voi.


Provate ora a guardare gli stessi oggetti chiudendo uno dei due occhi. Probabilmente riuscirete ugualmente a percepire la profondità della stanza e la distanza degli oggetti, ma con qualche leggere difficoltà rispetto a prima.
Ripetete i 2 test usando un campo visivo più ampio, ad esempio guardando fuori dalla finestra. Vi accorgerete subito che usando un solo occhio sarà molto più difficile capire quali oggetti sono più vicini di altri.
Il nostro sistema visivo è basato sul fatto che gli occhi sono ad una certa distanza l’uno dall’altro (5-6 centimetri più o meno) e quindi vedono la stessa scena, lo stesso oggetto e lo stesso mondo, sempre da due prospettive differenti.

Il cervello elabora le differenti immagini ricevute dagli occhi e riesce a dargli quell’effetto di profondità che per noi rappresenta la normalità.

In un cinema, il motivo per cui dobbiamo indossare degli occhiali 3-D è per far si che ognuno dei due occhi veda due differenti immagini (prese da due punti di vista differenti) della stessa scena. In questo modo il cervello ce le presenta come immagini dotate di una profondità che invece realmente non esiste.

Gli occhiali usati per il 3-D solitamente e storicamente sono quelli con una lente blue ed una rossa. La lente Blu fa si che l’occhio veda tutti i colori tranne il blue mentre quella rossa fa lo stesso evitando all’altro occhio di vedere il rosso.

Questo tipo di sistema è ancora il più usato ed economico ma ha un grande limite: non ci permette di gustare un film con dei colori realistici al 100% (visto che agli occhi arrivano colori blu e rosso filtrati).

Per risolvere questo tipo di problema sono stati creati dei nuovi occhiali 3-D con lenti polarizzate che non limitano la percezione dei colori. Per usare questo tipo di tecnologia, c’è bisogno però di due proiettori sincronizzati capaci di proiettare le immagini sullo schermo con differente polarizzazione. Anche in questo caso, come in precedenza, ogni occhio vede solo una parte dell’immagine e quindi il cervello riesce a ricreare quel senso di spazialità che per noi è totalmente realistico.